Per Hartmut Schneider, Senior Director Technology Management Semiconductor, la gestione dell'acqua deve essere considerata fin dalle prime fasi della progettazione degli impianti per bilanciare il risparmio idrico con il fabbisogno energetico.

"La maggior parte della crescita della capacità sarà basata sull'IA, il che aumenta la domanda di acqua per wafer", afferma Hartmut Schneider, Senior Director Technology Management Semiconductor di Exyte. L'azienda riscontra questa tendenza nei progetti di semiconduttori in tutto il mondo e collabora con i clienti per valutare strategie efficaci volte a ridurre il consumo di acqua dolce durante la progettazione, la costruzione e l'esercizio degli impianti. 

 

Il recupero dell'acqua trasforma una sfida in un'opportunità 

Il settore non parte da zero. Esistono già molteplici tecnologie per ridurre il consumo di acqua dolce all'interno degli impianti di semiconduttori. Secondo l'analisi di Exyte, i fab di eccellenza possono raggiungere tassi di recupero superiori all'85 per cento grazie a concetti avanzati di recupero delle acque reflue. Poiché la domanda trainata dall'IA continua a crescere, il miglioramento delle prestazioni idriche richiederà investimenti nei fab di wafer esistenti, nonché l'implementazione dei più elevati tassi di recupero praticabili nei nuovi impianti.  

Manfred Engelhard considera il compromesso tra acqua ed energia un aspetto cruciale nella progettazione dei data center AI di nuova generazione.

“Senza tecnologie avanzate per la rimozione del calore, il consumo di acqua per il raffreddamento nei data center di tutto il mondo potrebbe superare i 550 miliardi di litri entro il 2030”, afferma Manfred Engelhard, Senior Director Technology Management Data Centers di Exyte.

Le maggiori densità di potenza all'interno dei server AI generano più calore, rendendo essenziali le tecnologie di raffreddamento avanzate. A seconda della posizione e dei requisiti operativi, gli operatori possono scegliere tra torri di raffreddamento a umido, raffreddatori ibridi a secco (HDC) o chiller raffreddati ad aria (ACC). Ogni opzione presenta un diverso equilibrio tra consumo di acqua e consumo energetico. Il raffreddamento a umido offre un'elevata efficienza energetica ma consuma quantità significative di acqua, mentre i sistemi raffreddati ad aria possono eliminare del tutto il fabbisogno di acqua per il raffreddamento, sebbene a fronte di un maggiore consumo energetico. Il raffreddamento ibrido a secco rappresenta una via di mezzo, riducendo significativamente il fabbisogno idrico e mantenendo al contempo prestazioni energetiche favorevoli.